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Maurice Merleau-Ponty scriveva che “L’artista è colui che fissa e rende accessibile ai più umani tra gli uomini lo spettacolo di cui fanno parte senza vederlo”. Ho scelto di intitolare le mie opere “Finestra sul Tempo” proprio per raccontare il percorso che ho intravisto nelle pieghe dei colori che si incontrano nella vita di ogni giorno.

Lo studio sui Figuranti, sull’essere umano, più o meno protagonista della contemporaneità, mi fa riflettere sull’importanza del tempo. Quando le figure scorrono velocemente davanti a noi, come in un film impazzito, alla fine vediamo solo colore e questo ho voluto rappresentare. La vorticosità del tempo che assorbe i figuranti (noi, gli uomini e le donne del nostro tempo) e li trasforma in colori.

 

A loro volta i colori vengono catturati e ricondotti sulla tela e ridiventano reali, lasciando intravedere paesi e luoghi o fors’anche persone che risultano visibili solo agli occhi di chi guarda. Con questo nuovo sguardo ho ripensato a luoghi, a situazioni, a persone e ho ridotto, o cercato di ridurre, la sensazione a puro colore. Per questo ho anche fatto una drastica scelta sui materiali: per documentare l’essenza ho scelto le lastre di alluminio, lucide perfette e riflettenti, come uno specchio che potesse rimandare solo l’essenza della visione. E anche gli smalti, brillanti, morbidi e decisi mi hanno dato uno strumento perfetto per agire.

Voglio pensare che queste opere possano parlare direttamente all’anima dello spettatore. Portando davvero in superficie il ricordo che è già annidato nella mente e nel cuore.

 

Luciano Bonetti, Ottobre 2019